Il Kendo, che si traduce letteralmente con “la via della spada”, non può essere fatto risalire direttamente ad un singolo fondatore, ne è possibile identificarne una data di nascita. In realtà, la storia del Kendo è strettamente legata alla storia del Giappone: nasce con i samurai nel periodo feudale e ne assorbe ed integra credenze, filosofia e cultura in un periodo di molti secoli.
Alla fine del dodicesimo secolo l’autorità del governo centrale Giapponese cominciava a declinare e bande di guerrieri si unirono per proteggere e sostenere gli interessi degli aristocratici che localmente cercavano di assumere potere e predominanza. Iniziò il feudalesimo, che avrebbe segnato il Giappone per molti anni, il potere militare prese il sopravvento e ciò fece emergere una nuova classe sociale con un proprio stile di vita, che seguiva i dettami del Bushido (la via del guerriero). Il Bushido, molto probabilmente sotto l’influsso del Buddismo, esaltava le virtù del valore, della lealtà, dell’onore, della disciplina individuale e dall’accettazione serena della sconfitta e quindi della morte. Il nuovo guerriero Giapponese non poneva limiti all’apprendimento delle arti, si dedicava allo studio della calligrafia e alla poesia così come del Buddismo e della filosofia Zen. In questo contesto, quindi, il Kenjutsu (la tradizionale arte della scherma) assunse quindi una direzione più spirituale e culturale e la forgiatura della Spada divenne un’arte elaborata e piena di significati spirituali.

Il passo successivo verso il Kendo che conosciamo, è avvenuto durante il periodo Muromachi (1336-1568), noto anche come “età delle Guerre di Provincia” dai molti conflitti interni sorti appunto tra i piccoli feudatari locali. Questo periodo aumentò l’importanza e il rispetto per gli uomini dediti alla guerra e alle arti marziali, di conseguenza furono fondate molte scuole nelle quali famosi “spadaccini” insegnavano le tecniche imparate durante le battaglie. Durante gli allenamenti venivano utilizzate spade vere o di legno pieno senza alcuna protezione, il che dava luogo a numerosi infortuni. Queste scuole continuarono a fiorire durante il periodo Tokugawa (1600-1868), e tra queste la Itto Ryu (“scuola della singola spada”), si consolidò fino a rappresentare una componente fondamentale del Kendo moderno.

Il Kendo assunse la sua forma più moderna durante il diciottesimo secolo con l’introduzione dell’equipaggiamento protettivo, men (protezione per il capo), kote (protezione delle mani-avambracci) e do (protezione del torace), e l’uso della spada in bamboo, detta shinai. Con l’uso dello shinai e delle protezioni fu possibile portare colpi veri minimizzando il rischio di infortuni.
Con la riforma Meiji (1868) e con l’entrata del Giappone nella modernità, per il Kendo iniziò un periodo di declino, la classe dei samurai fu abolita e fu vietato portare la spada in pubblico. Tuttavia, tale declino fu solamente temporaneo, e l’interesse per il Kendo riapparve agli inizi del 1887, quando le rivolte contro il governo mostrarono la necessità di un addestramento rigoroso per le forze di polizia; anche le successive guerre Sino-Giapponese (1894-95) e Russo-Giapponese (1904-05) fecero riemergere la necessità di migliorare lo spirito marziale nell?ambito delle forze armate.

Così, nel 1885, fu fondato il Butokukai, un’organizzazione interamente dedicata allo studio delle arti marziali. Nel 1911 il kendo fu introdotto ufficialmente come insegnamento di educazione fisica nelle scuole medie. Nel 1912 fu pubblicato il Nihon Kendo Kata, un insieme di regole standardizzate nello svolgimento della pratica, che divenne da subito uno dei testi di riferimento per tutti i praticanti. Nel 1939, quando il Giappone si preparava alla guerra, il Kendo era già presente nell’ambito dei corsi obbligatori per tutti i ragazzi e gli adolescenti delle scuole.

Nuovamente, dopo la seconda guerra mondiale, a causa di certe forme esasperate di nazionalismo e militarismo idealizzate nelle scuole di Kendo, la disciplina fu messa al bando e il Butokukai fu sciolto. Nel 1952 alcuni sostenitori del kendo riuscirono a reintrodurlo come “sport puro” nella scuola pubblica, depurandolo delle attitudini militaristiche e di alcuni degli aspetti più “rudi” della pratica. Oggi il kendo continua a prosperare sotto l’organizzazione del AJKF (All Japan Kendo Federation), IKF (International Kendo Federation) e delle varie federazioni in tutto il mondo.