Il kendo deriva dalla dedizione dei Samurai all’arte della spada (ken-jutsu). La pratica con la spada affilata era, come si può immaginare, molto pericolosa, così , nel passato, molte scuole di spada giapponese hanno “inventato” dei metodi d’allenamento che ne diminuissero la pericolosità;. Questi nuovi metodi hanno dato origine al kendo. Un’arma introdotta come sostituzione della katana (la spada giapponese per eccellenza utilizzata dai samurai) era il bokuto, una spada di legno usata nei kumitachi o nei seiho ora conosciuti come kata (sequenze codificate di movimenti). Sebbene la pratica con questa nuova arma lasciasse più libertà; nei movimenti risultava ancora pericolosa in quanto un eventuale scontro con il bokuto poteva  ferire seriamente l’avversario o addirittura ucciderlo. Per questo è stata sviluppata una seconda arma che è tuttora utilizzata nel kendo moderno: lo shinai, un’arma a forma cilindrica formata da 4 stecche di bambu radualmente anche l’armatura utilizzata per difendersi durante l’allenamento con lo shinai è stata perfezionata fino ad arrivare a quelle che si utilizzano oggi.
Come sopra menzionato il kendo moderno consiste in due tipologie di allenamento:

Kendo Kata
In questa tipologia di allenamento non si indossa nessuna protezione e si utilizza il bokuto (la spada di legno). Vengono eseguiti una serie di movimenti codificati che, idealmente, riproducono un combattimento tra due samurai. I Kata moderni sono dieci, sette dei quali si eseguono con la spada lunga e tre con la spada corta che fronteggia la spada lunga. Questi racchiudono l’essenza di più 300 antiche scuole di spada giapponese (koryo). Non sono molto diversi da quelli che sono stati standardizzati nel 1912 dal Dai Nihon Butokukai, l’organo di controllo delle arti marziali giapponesi operante in quegli anni.
I movimenti di attacco e contrattacco insegnati nei kata tramite il metodo “insegnante-allievo”, sono le basi della pratica con lo shinai. I kata non sono quindi un allenamento a sè stante,   ma sono una parte fondamentale del kendo, forse la più vicina agli  originali metodi utilizzati nelle scuole di spada giapponesi.

Kendo Shinai
In questa tipologia di allenamento si utilizza un’armatura protettiva e gli shinai per apprendere le tecniche di attacco e contrattacco. Diversamente dai Kata, dove il bokuto è di legno “pieno”, in quest’allenamento si utilizza un’arma di forma cilindrica composta di 4 pezzi di bambù tenuti assieme per sostituire la vera spada. Quest’arma è chiamata shinai. Le aree del corpo dove possibile colpire sono protette da una maschera imbottita con una griglia per proteggere il viso (Men), una corazza di bambù e pelle grezza per proteggere il torso e l’addome (Do) e un paio di guanti imbottiti per proteggere le mani e i polsi (Kote), inoltre vi è una quarta protezione imbottita per le cosce (Tare). I quattro bersagli validi sono: la parte alta del Men, i lati del Do, la zona dei polsi per i Kote e la gola (Tsuki). Un colpo nei primi tre bersagli, per essere considerato valido, necessita di un’azione penetrante/tagliente, il quarto bersaglio è un’eccezione e va colpito “spingendo” sulla protezione posta davanti alla gola (Tsuki bu). Tutti i colpi devono essere effettuati utilizzando la parte dello shinai chiamata Datotsu (i primi 20 cm circa). Una piccola nota: Nel kendo con lo shinai lo Tsuki viene effettuato solamente nella zona menzionata, al contrario nei Kata lo Tsuki viene effettuato, sempre senza contatto, anche in altre zone del corpo.

Vedi anche: Una breve storia del kendoEquipaggiamento nel Kendo